Calano i prezzi in campagna, giù anche i consumi alimentari

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Agosto negativo per i prezzi in campagna che perdono il 4,8 per cento rispetto allo scorso anno. Secondo le ultime rilevazioni Ismea, il dato negativo riguarda in particolare le coltivazioni (-6,9 per cento), con riduzioni più sensibili delle quotazioni per vini (-18,2 per cento), frutta (-16,9 per cento) e semi oleosi (-22,5 per cento). Sostanzialmente stabili i cereali. In controtendenza gli oli di oliva, che su base annua avanzano del 10,6 per cento, mentre gli ortaggi chiudono con uno 0,4 per cento di aumento.

Nel comparto zootecnico i prezzi alla prima fase di scambio registrano una variazione annua negativa del 2,7 per cento. Il meno 6,8 per cento del bestiame vivo è stato solo in parte compensato dall’aumento dell’1,5 per cento dei lattiero-caseari. Giù bovini, suini, avicoli e uova. Guadagnano solo gli ovicaprini. Stabili i costi di produzione, con rincari evidenti a luglio 2014 solo per gli animali da allevamento (+18,1 per cento) e i prodotti energetici (+4,6 per cento), che scontano soprattutto l’aumento del 17,7 per cento del prezzo dell’energia elettrica. Calano, invece, mangimi (-6 per cento) e concimi (-2,6 per cento). Quotazioni sostanzialmente inalterate per salari, sementi, antiparassitari.

Ill calo dei prezzi in campagna riflette l’andamento dei consumi sul mercato interno. Secondo un’analisi Coldiretti su dati Ismea-Gfk-Eurisko, i primi sette mesi dell’anno hanno visto un ulteriore calo dei consumi alimentari, dello 0,7 per cento in valore e dell’1 per cento in volume. Una conferma di quanto già riscontrato nel 2013, quando la spesa alimentare aveva però subito una riduzione di oltre il 3 per cento.

Nel dettaglio, i dati confermano un pesante bilancio per il comparto dei lattiero caseari (-4,8 per cento le quantità acquistate dalle famiglie italiane), con riduzioni soprattutto a scapito di latte e formaggi freschi. Si attenua invece la dinamica negativa nel reparto ortofrutticolo (-1 per cento), a fronte però di prezzi al consumo inferiori ai livelli dello scorso anno.

Risalgono la china gli acquisti di carni che, dopo il pesante stop del 2013, recuperano complessivamente mezzo punto percentuale. A trainare il comparto è ancora il pollame, il meno caro, ma qualche miglioramento si registra anche per le carni bovine. Stessa dinamica per pesci e prodotti ittici in generale, con il più 0,8 per cento che ribalta l’andamento negativo del 2013.

Più spazio nel carrello degli italiani per gli oli extra vergine di oliva (+2,5 per cento su base annua), ma anche per i biscotti e i prodotti della pasticceria industriale (+4 per cento). In affanno le uova, che, in controtendenza rispetto al dato 2013, perdono il 2,8 per cento, mentre restano negativi i dati sui consumi di pasta, che in quantità segnano un meno 0,8 per cento, e di vini che arretrano di un altro 2,8 per cento.

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